Tutto quello che c’è da sapere prima di soggiornare in un vero ryokan
Dormire in un ryokan non è come prenotare un hotel.
È un’esperienza culturale, un rituale che unisce ospitalità, silenzio e tradizioni secolari.
Chi cerca comfort occidentale potrebbe trovarlo “scomodo”, chi cerca autenticità lo ricorderà per sempre.
E forse è proprio questo il fascino dei ryokan:
ti invitano a rallentare, a rispettare un ritmo diverso, a scoprire il Giappone più intimo.
Cos’è un Ryokan?

Un ryokan è una locanda tradizionale giapponese, spesso a conduzione familiare, nata nel periodo Edo (1603–1868).
Si riconosce per:
- camere con tatami (stuoie di paglia intrecciata)
- futon arrotolati, preparati ogni sera
- porte scorrevoli shōji
- atmosfera minimalista
- onsen (bagni termali) condivisi o privati
- cucina kaiseki, servita come una cerimonia
È pensato non per “dormire”, ma per vivere un modo giapponese di esistere.
La camera: tatami, futon e spazi essenziali

Quando entri in una stanza tradizionale, ti sembrerà quasi vuota.
Ma è proprio l’essenzialità a renderla speciale.
Tatami
Il pavimento è ricoperto di tatami, che mantiene la stanza profumata e fresca.
Futon
Il letto viene preparato ogni sera:
un materasso sottile, una trapunta morbida e un cuscino spesso di grano saraceno.
È più rigido di un letto normale, ma sorprendentemente comodo.
Yukata
All’arrivo troverai una yukata, una veste leggera da indossare in camera, ai pasti e all’interno del ryokan.
È un gesto di accoglienza e un invito a rilassarsi.
L’onsen: il cuore dell’esperienza

Molti ryokan hanno un onsen, bagno termale alimentato da sorgenti naturali.
È la parte più simbolica e allo stesso tempo quella che può intimidire di più chi viaggia per la prima volta.
Cosa devi sapere:
- Si entra completamente nudi (mai con il costume).
- Prima del bagno ci si lava seduti nelle piccole postazioni.
- La temperatura dell’acqua è molto alta (40–42°C).
- Il silenzio è fondamentale.
È un’esperienza profondamente rilassante, quasi meditativa.
Per chi non se la sente, molti ryokan moderni offrono onsen privati in camera.
La cena kaiseki: un viaggio gastronomico

Soggiornare in un ryokan significa quasi sempre includere cena e colazione.
Ed è qui che entra in scena la cucina kaiseki, una successione di piatti preparati come piccole opere d’arte.
Può includere:
- pesce crudo e cotto
- verdure stagionali
- piatti alla griglia
- brodi delicati
- dolci tradizionali
- riso, tsukemono (verdure fermentate), zuppa di miso
Non è una cena da “spazzolare via”: è un rituale, lento ed estetico.
E a volte può essere una sfida per i palati più occidentali — ma è anche un modo per conoscere il Giappone vero.
Tempi lenti, regole e rispetto
Restare in un ryokan significa accettare un ritmo diverso:
- Si entra senza scarpe.
- Il tono di voce è basso.
- Gli orari di cena sono fissi e generalmente molto anticipati (tra le 18:00 e le 19:00).
- Le porte sottili non isolano come quelle occidentali.
Non è un luogo per lavorare, telefonare o correre.
È un luogo per respirare, rilassarsi e godersi la cultura giapponese.
Pregi e difficoltà: cosa aspettarsi davvero
Non tutto è “perfetto” — ed è giusto dirlo.
Cosa amerai:
✔ atmosfera intima e tradizionale
✔ gentilezza del personale
✔ cucina autentica
✔ onsen meravigliosi
✔ quella sensazione di pace che esiste solo in Giappone
Cosa può risultare difficile:
✘ futon più rigidi di un letto classico
✘ orari fissi
✘ bagni condivisi se non scegli una stanza con onsen privato
✘ minor privacy acustica
✘ meno comfort moderni
Ed è proprio questa combinazione di bellezza e imperfezione che rende il soggiorno in un ryokan un’esperienza profondamente umana.
Dove provare i migliori ryokan
Le zone più autentiche:
- Hakone → ottimo equilibrio tra tradizione e comfort, ideale per i primi ryokan
- Kōyasan → templi buddhisti dove dormire come veri monaci
- Takayama e Kanazawa → perfetti per un Giappone più lento e rurale
Perché vale davvero la pena farlo
Dormire in un ryokan è un’esperienza che rimane nel tempo.
Non perché sia “perfetta”, ma perché è vera.
È un tuffo nella cultura giapponese, nei suoi rituali, nei suoi silenzi e nella sua ospitalità unica.
È il modo più sincero e intimo per comprendere la filosofia di vita giapponese:
la cura dei dettagli, il rispetto dei ritmi naturali, l’arte dell’essenziale.
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